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NEWS Anteprima

23-05-2016
Lo stercorario ci insegna il rinnovamento agricolo e sociale

L'Agricoltura e la societa' devono imparare rinnovamento terra societa' in consapevolezza studiando i comportamenti biologici della terra e degli animali. Un esempio eclatante e' la vita dello stercorario insetto della famiglia dei coleotteri. Gli egizi avevano gia' mostrato interesse per questo insetto. La femmina dello stercorario depone le uova nella sfera di sterco, all'interno della quale cresceranno le larve.  La coppia risulta impegnata nella complessa preparazione della tana in autunno. Scavano una galleria profonda fino a 50 cm e poi la femmina prepara numerosi tunnel lunghi anche 20 cm alla fine dei quali crea una camera spaziosa che riempie quasi tutta di escrementi: lascia solo un posto per l'uovo. Chiude infine la camera con la terra. Le larve alla nascita avranno abbondante cibo e dovranno rimanere per circa due anni nella stanza. Risalendo all'importanza che il popolo egizio dava a questo insetto credendolo Sacro (la classificazione come Scarabaeus sacer come specie venne fatta da Linnaeus, 1758) possiamo capire la filosofia che sta dietro alla vita di questo coleottero a cui e' molo chiaro che gli escrementi sono fonte di cibo.  La composizione e' la seguente in condizioni normali: le feci sono formate per il 75% da acqua e per il 25% da materiale solido che include batteri, fibre non digerite, grasso, materia inorganica (calcio e fosfati), muco, cellule intestinali desquamate e alcune proteine. Una parte notevole della massa fecale non è di origine alimentare; le feci si formano infatti anche durante il digiuno. Le cellule viventi ai minimi sistemi si nutrono appunto di calcio fosfati glucosio minerali proteine. La terra a sua volta e' costituita da materiale di scarto naturale ambientale. Cio' significa che in un sistema agricolo ecosostenibile in una catena completa umana e animale tutto ha una grande valore anche il materiale che noi consideriamo di scarto. E' assolutamente necessario rivedere quindi alcuni comportamenti sociali utilizzando cio' che fino adesso era stato scartato vedendolo con estremo interesse.    Riflessioni ulteriori: Analisi sociale del fattore recupero escrementi potrebbe portare a riduzione liquami di fognature che si riversano in mare inquinandolo in quanto l'acqua fa proliferare i batteri mentre la terra assorbe e ripropone rinnovando. Inoltre il terreno diventerebbe piu' ricco perche' la nostra alimentazione umana e' piu' completa e gli scarti migliori. Avremmo senz'altro prodotti della terra migliori. Insomma grandi vantaggi.    Bibliografia:  http://www.focus.it/cultura/storia/cosa-simboleggia-lo-scarabeo http://www.pernatur.org/natura/dettagli.php?id_elemento=79    Chinery M. (1998). Guida degli Insetti d'Europa. Franco Muzzio Editore. La grande storia, National geographic (2016) vol. 3 RBA. Lo scarabeo simbolo di rinnovamento, pag.79  Grzimek, Bernhard -...

24-01-2016
Bioetica formale sensoriale e la domanda di certificazione eticamente orientata (Halal)

Premessa Nell’etica formale, si assolutizza l’uso della ragione nell’ambito emozionale, la ragione è la facoltà suprema che  guida il comportamento dell’uomo. Dunque le datità esperibili sensorialmente, rappresentano un vissuto emozionale la cui origine non si fonda  nella semplice volontà umana ma nella ragione. Questo assunto è stato scalzato dall’affermarsi di un etica materiale dei valori dove l’uomo moderno  riduce ogni recezione nell’incontro coi beni materiali, a pure essenze assiologiche di piacere percepito o di dispiacere percepito e dette essenze,  essendo alogiche di per sé, cioè non intenzionali, non possono essere datate in maniera sistemica. Biologicamente esiste un corredo genetico di atti di natura emozionali  preposti alla recezione di tali essenze, dunque la percezione del valore del bene pur essendo non  legata all’intenzionalità o alla razionalità, essa stessa precede e formalizza entrambi nel suo complesso, pertanto si può affermare, la percezione del valore  avviene in un sistema “bioetico formale e sensoriale” al tempo stesso. Negli organismi di origine vegetale, la percezione del valore è presente a priori pur essendo essi stessi privi di un formale atto intenzionale, orientano le loro funzioni biologiche verso la percezioni di valori positivi, come la luce o il calore o altre funzioni similari. In sintesi abbiamo una percezione pre-a-logica non riducibile ad una maniera formale o intenzionale in natura, i valori sensoriali di percezione di un bene scaturiscono da essenze biogenetiche che sono inaccessibili al semplice intelletto, ma sono fenomeni legati ai nostri cinque sensi. Quando vedo un bene e ne percepisco l’immediato valore di percezione piacevole o di percezione spiacevole, essa è mossa da un fenomeno “bioetico formale sensoriale”, nascente dalla parte viva dell’essere, geneticamente dotato di esperienze precise, parti del corredo afferente alla sfera emozionale e sensoriale della persona. Ne consegue che la facoltà di desiderare l’oggetto è successiva alla sensazione gradevole che ne percepiamo ma non necessariamente essa è propedeutica all’acquisto di esso; maggiormente se esso non è funzionale a soddisfare utilitaristicamente i bisogni del soggetto, ossia ciò non avviene se non torna utile. DIFFERENZIAZIONE DEI BENI Il postulato conclusivo assunto nella premessa ,induce ad una bioetica disciplinare della product offert, riconducibile all’utilità del bene, di approccio formale sensoriale e che spinga a delle decisionali strategie di marketing polisensoriali di differenziazione volte a chiari obiettivi di comunicazione dell’offerta. Dunque la differenziazione deve tendere all’utilità e ai bisogni del consumatore le leve determinanti devono essere: motivazioni soggettive, motivazioni sensoriali attive, motivazioni semantiche esplicite. Il global market, ormai...

23-01-2016
Le biotecnologie OGM, la forza delle istituzioni governative e l’etica.

Risulta essere più viva che mai la battaglia che il Parlamento Europeo[1] sta portatndo avanti di fronte alla Commissione europea sul problema dell’OGM biotech. Si tratta di una questione veramente grave che andrebbe approfondita a livello mondiale per reindirizzare una linea che ha preso un piega non tanto vitale: si  potrebbe arrivare a conseguenze catastrofiche in pochi anni. Sono già in fase di aumento malattie genetiche causate da disfunsioni genetiche e sterilità sia su flora che su fauna. Sembra proprio che sia in corso una modifica degli anelli[2] contenuti nel DNA, patrimonio genetico degli esseri viventi. Infatti così come avviene alle nostre personalità che si modificano attraverso le esperienze che facciamo durante l’arco della vita, da definirsi elementi immateriali, nella stessa maniera tutti gli elementi materiali che da esterni diventano interni modificano la nostra struttura umana. Aria, acqua, terra e forze collegate quali energia orza di gravità che ci legano anche all'universo modificano l'intero ecosistema e la nostra vita. Anche i prodotti che da essi derivano come l'alimentazione, che è il prodotto della terra, ci modifica e a sua volta: ciò che noi manipoliamo biotecnologicamente ci modifica inconsapevolmente. Per questo motivo la questione degli alimenti OGM andrebbe ben valutata a livello governativo globale e l'Europa dovrebbe avere il suo peso in tutto questo. Qui ritorniamo al problema della struttura dell'UE che ancora non ha la forza adeguata che dovrebbe avere diventando un vero continente unito e cioè gli "Stati Uniti d'Europa". I tempi non sono ancora maturi, stiamo andando a rilento dal punto di vista governativo-istituzionale, mentre la tecnologia avanza  e, sempre più velocemente si delineano quadri di cambiamento che dovremmo avere, invece, la forza di guidare, arrestare, in alcuni casi, facendo ricorso ai principi etici che sono fondamentali per il sano proseguimento della vita sul nostro pianeta. [1] http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2015/12/22/ogm-continua-la-quotbattaglia-del-maisquot-in-europa/46936?utm_campaign=newsletter&utm_medium=mail&utm_source=kANSettimanale&utm_content=2416# [2] https://it.wikipedia.org/wiki/Mutazione_genetica

03-07-2015
L'evoluzione della specie materiale e immateriale

L’evoluzione della specie materiale e immateriale: dalla Pangea al caso del mais OGM. La valutazione delle scelte. Vi sembrerà strano, ma questa mattina la mia bambina, mentre ripassavamo la storia, mi ha fatto questa domanda: “mamma, dove si trova il centro del mondo?”. Una domanda che molti di noi si sono fatti, ma sulla quale poche persone si soffermano a riflettere e ancora meno persone si danno una risposta. La risposta va data non solo con il ragionamento, ma anche con il cuore[1] cioè spogliando la nostra intelligenza da tutti quegli schemi mentali che la società è stata capace di creare nelle nostre menti: una specie di schermata che divide i diversi comparti stagno che andrebbero abbattuti per permettere al nostro cervello di far fluire liberamente le nostre idee da una parte all’altra dell’emisfero. In tutto questo facendo interagire principalmente il nostro cuore, capace di apportare quell’energia emotiva necessaria affinché le varie funzioni tra le cellule fluiscano liberamente. Per me quindi non solo intelligenza emotiva tra i due emisferi. Credo che centri proprio il cuore che da al cervello la giusta energia d’azione tra i due emisferi.   Ed io le ho risposto: “se dividi il globo terrestre secondo tre linee perpendicolari e parallele, il centro corrisponderà all'equatore, le parti estreme ai due poli. Il centro dell'equatore passa per l'Africa, in particolare, nel deserto del Sahara. Perché proprio l'Africa e non le Americhe o altri posti attraversati dall'equatore? Perché i nostri predecessori hanno scoperto grazie a studi di geologia che i continenti inizialmente erano uniti in un unico grande altopiano al centro del quale si trovava l'Africa. Proprio in Africa sono nate le prime comunità di ominidi che poi si sono spostate a causa della modificazione delle condizioni del clima (ere glaciali). “   Da quella domanda sono nate una serie di riflessioni. Come nasce e si sviluppa l’agricoltura? Le prime forme di vita, i primi ominidi sono nati proprio in Africa, centro della Pangea. Loro hanno inventato l’agricoltura che, quindi è nata in Africa, come pure l'allevamento degli animali nei primi villaggi. Come gli ominidi sono stati costretti per necessità oppure per curiosità a spostarsi  nei territori, così, nel frattempo, anche i continenti hanno iniziato il loro lento spostamento, allontanamento, andando, per la teoria della occupazione dei vuoti in natura e, per le diverse forze di gravità e di elettromagnetismo, a sistemarsi nella loro posizione attuale che continua, comunque, a cambiare perché nulla rimane com'è, ma siamo...

17-06-2015
L’evoluzione della specie materiale e immateriale: dalla Pangea al caso del mais OGM. La valutazione delle scelte.

Vi sembrerà strano, ma questa mattina la mia bambina, mentre ripassavamo la storia, mi ha fatto questa domanda: “mamma, dove si trova il centro del mondo?”. Una domanda che molti di noi si sono fatti, ma sulla quale poche persone si soffermano a riflettere e ancora meno persone si danno una risposta. La risposta va data non solo con il ragionamento, ma anche con il cuore[1] cioè spogliando la nostra intelligenza da tutti quegli schemi mentali che la società è stata capace di creare nelle nostre menti: una specie di schermata che divide i diversi comparti stagno che andrebbero abbattuti per permettere al nostro cervello di far fluire liberamente le nostre idee da una parte all’altra dell’emisfero. In tutto questo facendo interagire principalmente il nostro cuore, capace di apportare quell’energia emotiva necessaria affinché le varie funzioni tra le cellule fluiscano liberamente. Per me quindi non solo intelligenza emotiva tra i due emisferi. Credo che centri proprio il cuore che da al cervello la giusta energia d’azione tra i due emisferi.   Ed io le ho risposto: “se dividi il globo terrestre secondo tre linee perpendicolari e parallele, il centro corrisponderà all'equatore, le parti estreme ai due poli. Il centro dell'equatore passa per l'Africa, in particolare, nel deserto del Sahara. Perché proprio l'Africa e non le Americhe o altri posti attraversati dall'equatore? Perché i nostri predecessori hanno scoperto grazie a studi di geologia che i continenti inizialmente erano uniti in un unico grande altopiano al centro del quale si trovava l'Africa. Proprio in Africa sono nate le prime comunità di ominidi che poi si sono spostate a causa della modificazione delle condizioni del clima (ere glaciali). “   Da quella domanda sono nate una serie di riflessioni. Come nasce e si sviluppa l’agricoltura? Le prime forme di vita, i primi ominidi sono nati proprio in Africa, centro della Pangea. Loro hanno inventato l’agricoltura che, quindi è nata in Africa, come pure l'allevamento degli animali nei primi villaggi. Come gli ominidi sono stati costretti per necessità oppure per curiosità a spostarsi  nei territori, così, nel frattempo, anche i continenti hanno iniziato il loro lento spostamento, allontanamento, andando, per la teoria della occupazione dei vuoti in natura e, per le diverse forze di gravità e di elettromagnetismo, a sistemarsi nella loro posizione attuale che continua, comunque, a cambiare perché nulla rimane com'è, ma siamo tutti in continua trasformazione, evoluzione sia l’ambiente che ci circonda che l’uomo. L'uomo, in primis, e...

27-11-2014
Teorie innovative sulla bioeconomia

Teorie innovative sulla bioeconomia. 1.Che cos’è la bioeconomia. La bioeconomia può essere definita come un’economia basata sull’utilizzazione sostenibile di risorse naturali rinnovabili e sulla loro trasformazione in beni e servizi finali o intermedi (European Commission, 2012b). 2. La teoria dell’umanismo capitalizzato: il capitale umano. L’errore della vecchia concezione economica della società sta nell’aver teorizzato che tutto dipenda da fattori razionali che portano soltanto alla produttività ed efficienza provocando, però, in questa maniera la logorazione della materia stessa che viene coinvolta nel processo economico. Cio’ provoca la distruzione della materia ed una trasformaziona, ma arida, razionale che non lascia nulla dietro di sé.  Esiste invece una fonte di energia che non si distrugge che rimane sempre viva nell’uomo. Questa fonte nell’uomo si chiama spirito che è amore, passione e motore di tutti gli esseri viventi presenti nella biosfera:  spirito (DIO) =energia quindi capitale umano- energia (spirito) benessere = produttività ed efficienza  Ciò significa che trasportando il concetto di spirito oltre l’uomo, calandolo nel mondo, è rappresentato dalle forze naturali che derivano da aria, acqua, terra, universo. Le forze che li governano sono il principio della forza di gravità, le forze elettromagnetiche, i raggi cosmici. Anche qui quindi: spirito=energia 3. Funzionamento dell’economia come massimo sistema equiparato al funzionamento del nostro sistema solare. La visione è quella di un sistema solare in cui il SOLE (S) è in posizione suprema sulla terra che lo segue (T). Tra il sole e la terra troviamo elementi naturali (aria, acqua, terra) materiali e immateriali (clima, ambiente) che tutte dipendono dalla suprema forza naturale nucleo pulsante: l’ENERGIA (E). L’energia è lo spirito, il cuore delle cose materiali e immateriali: nelle persone il sentimento, la fede, la passione. La visione può essere estesa anche all’Unione Europea: SOLE=UE (CON RISORSE) Tra i due lo spirito, l’energia (RIFORME STRUTTURALI) TERRA= STATI MEMBRI La domanda è come sviluppare e risollevare le sorti dell’economia? 4. La teoria economica della goccia d’acqua: La risposta sta nelle innovazioni di tipo strutturale. Se immetti delle innovazioni strutturali (fonti rinnovabili) di tipo sostenibile, su ogni elemento naturale e ti concentri su un paesino, una cittadina e via via ti allarghi ci sono ricadute sugli elementi naturali (aria= energia rinnovabile; acqua= energia rinnovabile; aria=energia rinnovabile; ambiente (natura) piante=energia rinnovabile pulita; scarti degli elementi naturali=energia rinnovabile pulita.  Conclusioni: Le ricadute riguardano non solo la nostra biosfera: meno inquinamento dell’aria, migliore utilizzazione dell’acqua senza troppa dispersione (con forza di gravità).  Si tratta di ricadute sulle persone (maggiore benessere psico-fisico), sull’ambiente, sull’economia in generale (lavoro) perché si mettono in moto...

17-10-2014
Controllo della produzione alimentare e utilizzazione dell' eccesso
Controllo della produzione alimentare e utilizzazione dell' eccesso

1.Evoluzione del concetto di bioeconomia di Nicholas Georgescu-Roegen. La bioeconomia può essere definita come un’economia basata sull’utilizzazione sostenibile di risorse naturali rinnovabili e sulla loro trasformazione in beni e servizi finali o intermedi (European Commission, 2012b). Secondo la teoria di Nicholas Georgescu-Roegen qualsiasi processo economico che produce merci materiali diminuisce la disponibilità di energia nel futuro e quindi la possibilità futura di produrre altre merci e cose materiali. Dal fatto che producendo si spreca energia, e si limitano le produzioni future sarebbe utile fare una mappatura della quantità di prodotti alimentari che rimangono inutilizzati nel mondo.  Infatti un'analisi di questo tipo ci permetterebbe di capire, innazitutto, il fabbisogno in ogni Stato, in ogni continente. Se infatti si potesse fare una mappatura di questo tipo per ogni continente sarebbe possibile redistribuire l'eccesso della produzione laddove serve. Le spese che riguardano il trasferimento del prodotto eccedente si portrebbero trovare attingendo ad un fondo mondiale. 2.Concezione globale della produzione alimentare e la teoria di “Pangea”. Il concetto di controllo della produzione e redistribuzione senza sprechi trae le sue basi dalla teoria Alfred Wegener che ebbe il merito di mettere insieme in modo minuzioso tutti gli elementi che potevano essere riconosciuti come prove indirette dell'antica origine comune dei continenti, e di formulare in merito una teoria dettagliata, completa di un tentativo di datazione. Ragionando, quindi, all'inverso rispetto alla situazione attuale dei continenti, va per logica che bisognerebbe ragionare sul concetto di produzione dell'alimentazione come se i continenti fossero ancora uniti. Avendo questa visione, anche se immaginaria ed ipotetica, va da se che una mappatura delle zone dove è maggiore la produzione con eventuale spreco di cibo, potrebbe permettere una ipotetica soluzione del problema dell'alimentazione nel mondo. http://it.wikipedia.org/wiki/File:Pangea_animation_03.gif    

15-03-2014
Bioeoconomia: aspetti e prospettive

  BIOECONOMIA: aspetti e prospettive Non esiste ancora una definizione unica di Bioeconomia. La Bioeconomia è spesso associata alle industrie che impiegano biotecnologie, come la medicina,chimica ecc... Per la Commissione Europea, invece, la bioeconomia si riferisce a prodotti realizzati con risorse biologiche. Un materiale bio-based è semplicemente un materiale a base di sostanze derivate dai viventi (o una volta-vivente) organismi.  Questi materiali sono a volte indicato come biomateriali , ma questa parola ha anche un altro significato.  Rigorosamente la definizione potrebbe includere molti materiali comuni come legno e pelle , ma di solito si riferisce a materiali moderni che hanno subito più svariati processi di lavorazione.  Materiali non trasformati possono essere chiamati materiale biotico .  Materiali o di biomateriali a base biologica rientrano nella più ampia categoria dei prodotti biologici o prodotti a base biologica, che comprende materiali, prodotti chimici e energia derivata da fonti biologiche rinnovabili.  Gli esempi includono: • Fibre di cellulosa - fibre a base di cellulosa ricostituito. • Caseina -A phosphoprotein estratto dal latte durante il processo di creazione di latte a basso contenuto di grassi, si è trasformato in vari modi di fare: di plastica , integratori alimentari per body builders, colla, zucchero filato , rivestimenti protettivi, vernici, e si verifica naturalmente nel formaggio, dando una consistenza cremosa. • Acido polilattico -A polimero prodotto dalla fermentazione industriale • Bioplastiche - amido di mais , l'amido di granturco, usato per fare pellet di imballaggio • Rasso-lubrificanti a base di oli vegetali, tra cui l'olio di soia, che possono sostituire i lubrificanti a base di petrolio Con il previsto aumento della popolazione mondiale e il progressivo esaurimento delle risorse naturali, l’Europa considera prioritario investire in risorse biologiche rinnovabili, pilastro di un futuro all’insegna del green e della sostenibilità, di una crescita economica svincolata il più possibile dalle risorse fossili e meno impattante sull'ambiente. L’obiettivo della strategia europea sulla bioeconomia è creare dunque una società e un’economia «post-petrolio», a emissioni ridotte, conciliando l’esigenza di un’agricoltura e una pesca sostenibili e della sicurezza alimentare con l’uso intelligente delle risorse rinnovabili per fini industriali, tutelando allo stesso tempo la biodiversità e l’ambiente. Ci sono nuove possibilità di sviluppo ed occupazione nella 'bioeconomia', che già in Europa occupa 22 milioni di persone ed ha un fatturato di 2.000 miliardi di euro ma entro il 2025, i finanziamenti diretti per la ricerca e la strategia sulla bioeconomia nel quadro del programma Horizon 2020, potrebbero...

13-03-2014
Bioeconomia
Bioeconomia

  BIOECONOMIA La Commissione Europea ha messo a punto una strategia (EC 2012 “Innovation for Sustainable Growth: A Bioeconomy for Europe”), per incoraggiare uno sviluppo sostenibile grazie al potenziamento della bioeconomia. La bioeconomia a cui si fa riferimento è un’economia che si fonda sull’utilizzo di risorse biologiche per la produzione di alimenti, mangimi, energia…Per l’Europa il rafforzamento di una bioeconomia su larga scala vorrebbe dire accrescere l’economia nelle zone rurali, vicino le coste, e nelle aree industriali che risentono della crisi economica attuale, diminuendo in questo modo l’impiego dei combustibili fossili e incrementando la sostenibilità ambientale ed economica dei processi industriali e nella produzione di beni primari. Il programma realizzato dalla Commissione ha lo scopo di promuovere la nascita di un’economia a emissioni ridotte. Tale approccio cerca di conciliare le richieste di sostenibilità ambientale nell’utilizzo delle risorse biologiche per fini produttivi, tutelando nel contempo la biodiversità e l’ambiente. La strategia mira a incrementare lo sviluppo di nuove tecnologie e ad avviare processi produttivi coerenti con i principi della bioeconomia, a sviluppare mercati nuovi in differenti settori interessati e a favorire una partecipazione più vasta tra i responsabili politici e le parti coinvolte. Per rendere concreta tale strategia è necessario formare una rete di comunicazione forte che coinvolga insieme il mondo scientifico, quello politico e imprenditoriale. I fondi per realizzare la strategia europea sono quelli per la politica agricola comunitaria, il programma di ricerca “Horizon 2020" e altri programmi comunitari e nazionali. La bioeconomia pensata dalla Commissione Europea si colloca in un contesto più vasto rispetto a quella dell’agenda messa a punto dall’OECD nel 2009 (OECD: 2009. The bioeconomy to 2030: designing a Policy Agenda). In tale situazione trovano spazio la sicurezza alimentare, la gestione sostenibile delle risorse alimentari, la diminuzione dell’utilizzo delle risorse non rinnovabili, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la concorrenza europea per formare e tutelare posti di lavoro. Horizon 2020 è il nuovo Programma del sistema di finanziamento integrato destinato alle attività di ricerca della Commissione europea, Il nuovo Programma sarà attivo dal 1° gennaio 2014 fino al 31 dicembre 2020, e supporterà l'UE nelle sfide globali fornendo a ricercatori e innovatori gli strumenti necessari alla realizzazione dei propri progetti e delle proprie idee. Il budget stanziato per Horizon 2020 (compreso il programma per la ricerca nucleare Euratom) è di 70.2 miliardi di € a prezzi costanti / 78,6 miliardi di € a prezzi correnti. La struttura di Horizon 2020: composta da tre Pilastri e da cinque Programmi...

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